Mussolini e i ladri di regime

Mussolini e i ladri di regime

Canali, Mauro
Volpini, Clemente

Editorial Edizioni Mondadori
Lugar de edición Segrate-Milano, Italia
Fecha de edición marzo 2019 · Edición nº 1

Idioma italiano

EAN 9788804711278
240 páginas
Libro


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Resumen del libro

Il 5 agosto 1943, a pochi giorni dallarresto di Mussolini, i giornali pubblicano una notizia sensazionale: il governo Badoglio ha istituito una commissione con il compito dindagare sulle fortune accumulate dai gerarchi nel corso del ventennio, i cosiddetti illeciti arricchimenti del fascismo. Il duce e i capi del regime, un tempo intoccabili, finiscono in prima pagina, dati in pasto a unopinione pubblica che fino al giorno prima li aveva temuti, odiati, riveriti, spesso invidiati. Chi sono e quanto hanno «rubato? E lo Stato è voluto veramente andare fino in fondo o ha chiuso un occhio, consentendo ai più di farla franca? Infine, quanto è tornato nelle tasche degli italiani?

Quello che linchiesta scoperchia è un autentico verminaio. Una storia di corruzione e concussione, di tangenti e appalti, di capitali che trovano riparo allestero, di raccomandazioni; un intreccio perverso tra politica e affari alla faccia del rigore e dellonestà tanto proclamati dalla propaganda fascista. È una storia anche grottesca, fatta di fughe rocambolesche, di rotoli di banconote nascosti nellacqua degli sciacquoni, di tesori sotterrati in giardino; e verbali di sequestro così scrupolosi da non crederci: favolosi patrimoni in ville e palazzi, pellicce, arazzi, gioielli, fino al numero di posate in argento, allultima pantofola, calza e mutanda del gerarca inquisito.

Alla ribalta salgono nomi eccellenti: si scopre per esempio che Alessandro Pavolini, ministro del Minculpop, gran signore del cinema di regime, è pronto a tutto, anche a cambiare le leggi, pur di far felice lamante, lattrice e icona sexy Doris Duranti; che lintegerrimo Roberto Farinacci, lideologo della purezza fascista, ha accumulato un patrimonio di centinaia di milioni, niente male per un ex ferroviere diventato avvocato copiando la tesi di laurea; o, ancora, che Edmondo Rossoni, ex leader sindacale - «la migliore forchetta del regime e non solo perché usa pasteggiare con posate doro - si è costruito nel Ferrarese un vero e proprio impero immobiliare. Cè poi Mussolini e i suoi «affari di famiglia, con gli intrallazzi di Galeazzo e Edda Ciano, lavidità di donna Rachele e la rapacità del clan Petacci.

Mauro Canali e Clemente Volpini forniscono con documenti inediti una radiografia del malaffare in camicia nera, facendo i «conti in tasca ai vertici della nomenclatura fascista. Una pagina che ancora mancava della storia del ventennio.



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